Le scalate sul Cervino hanno segnato la storia dell’alpinismo. Il progetto Icona Cervino racconta questa dimensione nelle sale del Museo delle Alpi attraverso le imprese alpinistiche del valdostano Hervé Barmasse. Dal 9 luglio al 17 ottobre 2021, si potranno ammirare alcune suggestive immagini delle sue imprese nella sala che il Museo dedica alle grandi vette alpine.
HERVE’ BARMASSE
Il 14 luglio 1865, con la prima ascensione del Cervino dal versante svizzero, e a distanza di due giorni, quella dal versante italiano, si esaurisce il periodo della conquista delle Alpi. Tutte le cime più prestigiose erano state salite. Nel frattempo, l’alpinismo entra in una nuova era; dopo quella primordiale, motivata da ragioni scientifiche, e la successiva, caratterizzata dalla conquista, inizia a prendere forma quella dell’alpinismo sportivo-esplorativo. Il desiderio di avventura e sfide avvincenti spinge gli scalatori a tentare di raggiungere le montagne già salite per itinerari differenti, più difficili e giudicati impossibili dalle generazioni precedenti. E poi rimanevano da scalare tutte le cime minori, quelle più verticali e strapiombanti. Con queste premesse le Alpi avevano ancora tutto da offrire e il Cervino, dopo l’epopea della conquista, diventa nuovamente una delle mete più ambite, il sogno da infrangere; l’unica montagna che, grazie alle sue armoniose geometrie piramidali offrisse la possibilità di raggiungere la vetta da altre due creste infinite e affilate: quelle di Zmutt e di Furggen. Due perle di rara bellezza alle quali si aggiungono negli anni a venire la via De Amicis e la via Déffeyes, portando a sei il numero delle creste di questa montagna.
Gli alpinisti che hanno salito tutte e sei le creste del Cervino sono pochissimi e uno solo, Hervé Barmasse, è riuscito ad affrontarle tutte in solitaria. L’alpinista valdostano non è nuovo a questo genere di imprese e sul Cervino, tra prime ascensioni solitarie, prima invernali e vie nuove, è l’alpinista che ha all’attivo più exploit e l’unico, dopo Walter Bonatti, ad aver aperto una via nuova in solitaria.
foto. Ascensione invernale della Via De Amicis – crediti Hervé Barmasse



